Notizie di cronaca nelle Marche
Mercoledì, 03 Febbraio 2021 14:09
In 31 denunciati per illeciti contro reddito di cittadinanza
I Reparti del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Macerata, in sinergia con l’I.N.P.S. e con il coordinamento della locale A.G., hanno condotto una serie di interventi con particolare riguardo all’indebita fruizione del reddito di cittadinanza: denunciate 31 persone per aver percepito, complessivamente, indebiti sussidi per circa 200.000 euro.
Si tratta di soggetti anche di origine straniera, residenti nella provincia di Macerata, i quali hanno percepito il reddito di cittadinanza senza averne diritto, scoperti dai finanzieri del Comando Provinciale Macerata, nell’ambito di autonome attività finalizzate al contrasto di illeciti in materia di spesa pubblica.
Come noto infatti per beneficiare della suddetta misura di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale, occorre essere in possesso di una serie di particolari requisiti di cittadinanza, di residenza, di soggiorno, di reddito e di patrimonio che debbono sussistere all’atto di presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio. Necessari anche ulteriori presupposti di “compatibilità, ovvero la mancata sottoposizione a misure cautelari personali e il non aver subito una condanna definitiva, nei dieci anni precedenti, per una serie di gravi reati.
Sulla base di tali premesse, sono state intraprese mirate attività di analisi nei confronti di una vasto numero di persone, allo scopo di verificare la sussistenza delle condizioni legittimanti la percezione del sussidio.
Gli approfondimenti, eseguiti con il coordinamento del Procuratore della Repubblica – Dott. Giovanni Giorgio e con la collaborazione dell’I.N.P.S. di Macerata, sono stati condotti seguendo due filoni investigativi. In particolare, da un lato sono state esaminate, in stretta sinergia con l’A.G., le posizioni dei soggetti condannati o sottoposti a misura cautelare dai locali Uffici giudiziari, per verificare l’eventuale godimento del beneficio, dall’altro sono state controllate le dichiarazioni rese nelle istanze da parte di un nutrito numero di soggetti già percettori del sussidio, previa adeguata analisi di rischio.

Il primo filone investigativo ha permesso di appurare come 14 soggetti abbiano continuato a percepire il reddito di cittadinanza, nonostante siano risultati sottoposti a misure cautelari personali, in relazione alla commissione di svariate tipologie di gravi delitti: dall’associazione di tipo mafioso, all’omicidio, all’estorsione, ai reati in materia di stupefacenti, allo sfruttamento della prostituzione. Tale incompatibilità, in alcuni casi, sussisteva già al momento di presentazione dell’istanza, in altri è intervenuta durante il godimento del beneficio.
Il secondo filone investigativo, invece, ha permesso di accertare, in 17 casi, l’attestazione, da parte del richiedente, di informazioni mendaci in sede di compilazione dell’istanza, riguardanti, ad esempio, le disponibilità patrimoniali e/o reddituali, possedute oltre i limiti consentiti, la reale residenza (alcuni soggetti erano addirittura irreperibili), oppure la presenza di vincite al gioco on line di rilevanti somme di denaro.
Complessivamente, sono appunto 31 le posizioni irregolari emerse nel corso delle investigazioni. I rispettivi responsabili sono stati segnalati alla locale Procura della Repubblica e alla Direzione Provinciale dell’I.N.P.S. di Macerata, per l’interruzione dell’erogazione del sussidio ed il recupero, peraltro già in fase di esecuzione, delle somme indebitamente percepite, ammontanti, in tutto, a circa 200.000 euro.
Ulteriori posizioni irregolari, emerse dall’attività investigativa e riferite a soggetti non residenti in provincia di Macerata , ma nei cui confronti l’A.G. locale aveva emesso misure cautelari personali, sono state segnalate ai Reparti della Guardia di Finanza competenti in ragione del luogo in cui è stata commessa la violazione, per le conseguenti azioni operative.
A seguito delle comunicazioni di reato inoltrate alla locale A.G., il Procuratore ha chiesto il sequestro penale preventivo, finalizzato alla confisca, delle somme illecitamente percepite, ai competenti giudici del Tribunale, che hanno conseguentemente già emesso provvedimenti di sequestro in danno dei responsabili dei reati di cui all’art. 7 della Legge n. 26/2019 e all’art. 316-ter del c.p. di una somma complessivamente pari ad oltre 92.000 euro.
I risultati ottenuti testimoniano la costante attenzione del Corpo al corretto utilizzo delle risorse pubbliche, anche al fine di evitare, come nel caso di specie, che i benefici assistenziali vengano erogati a soggetti privi di titolo, anziché a coloro che ne hanno concretamente bisogno.
Per questo motivo, continuerà ad essere mantenuta alta l’attenzione operativa del Comando Provinciale nel delicato settore della spesa pubblica in generale, riservando, quindi, il dispiegamento di adeguate forze per l’esecuzione di ulteriori controlli su soggetti percettori del reddito di cittadinanza, individuati attraverso l’esecuzione di attente analisi di rischio fondate su mirate e qualificate attività di intelligence nonché su puntuali interrogazioni alle specifiche banche dati in uso al Corpo.
Si tratta di soggetti anche di origine straniera, residenti nella provincia di Macerata, i quali hanno percepito il reddito di cittadinanza senza averne diritto, scoperti dai finanzieri del Comando Provinciale Macerata, nell’ambito di autonome attività finalizzate al contrasto di illeciti in materia di spesa pubblica.
Come noto infatti per beneficiare della suddetta misura di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale, occorre essere in possesso di una serie di particolari requisiti di cittadinanza, di residenza, di soggiorno, di reddito e di patrimonio che debbono sussistere all’atto di presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio. Necessari anche ulteriori presupposti di “compatibilità, ovvero la mancata sottoposizione a misure cautelari personali e il non aver subito una condanna definitiva, nei dieci anni precedenti, per una serie di gravi reati.
Sulla base di tali premesse, sono state intraprese mirate attività di analisi nei confronti di una vasto numero di persone, allo scopo di verificare la sussistenza delle condizioni legittimanti la percezione del sussidio.
Gli approfondimenti, eseguiti con il coordinamento del Procuratore della Repubblica – Dott. Giovanni Giorgio e con la collaborazione dell’I.N.P.S. di Macerata, sono stati condotti seguendo due filoni investigativi. In particolare, da un lato sono state esaminate, in stretta sinergia con l’A.G., le posizioni dei soggetti condannati o sottoposti a misura cautelare dai locali Uffici giudiziari, per verificare l’eventuale godimento del beneficio, dall’altro sono state controllate le dichiarazioni rese nelle istanze da parte di un nutrito numero di soggetti già percettori del sussidio, previa adeguata analisi di rischio.

Il primo filone investigativo ha permesso di appurare come 14 soggetti abbiano continuato a percepire il reddito di cittadinanza, nonostante siano risultati sottoposti a misure cautelari personali, in relazione alla commissione di svariate tipologie di gravi delitti: dall’associazione di tipo mafioso, all’omicidio, all’estorsione, ai reati in materia di stupefacenti, allo sfruttamento della prostituzione. Tale incompatibilità, in alcuni casi, sussisteva già al momento di presentazione dell’istanza, in altri è intervenuta durante il godimento del beneficio.
Il secondo filone investigativo, invece, ha permesso di accertare, in 17 casi, l’attestazione, da parte del richiedente, di informazioni mendaci in sede di compilazione dell’istanza, riguardanti, ad esempio, le disponibilità patrimoniali e/o reddituali, possedute oltre i limiti consentiti, la reale residenza (alcuni soggetti erano addirittura irreperibili), oppure la presenza di vincite al gioco on line di rilevanti somme di denaro.
Complessivamente, sono appunto 31 le posizioni irregolari emerse nel corso delle investigazioni. I rispettivi responsabili sono stati segnalati alla locale Procura della Repubblica e alla Direzione Provinciale dell’I.N.P.S. di Macerata, per l’interruzione dell’erogazione del sussidio ed il recupero, peraltro già in fase di esecuzione, delle somme indebitamente percepite, ammontanti, in tutto, a circa 200.000 euro.
Ulteriori posizioni irregolari, emerse dall’attività investigativa e riferite a soggetti non residenti in provincia di Macerata , ma nei cui confronti l’A.G. locale aveva emesso misure cautelari personali, sono state segnalate ai Reparti della Guardia di Finanza competenti in ragione del luogo in cui è stata commessa la violazione, per le conseguenti azioni operative.
A seguito delle comunicazioni di reato inoltrate alla locale A.G., il Procuratore ha chiesto il sequestro penale preventivo, finalizzato alla confisca, delle somme illecitamente percepite, ai competenti giudici del Tribunale, che hanno conseguentemente già emesso provvedimenti di sequestro in danno dei responsabili dei reati di cui all’art. 7 della Legge n. 26/2019 e all’art. 316-ter del c.p. di una somma complessivamente pari ad oltre 92.000 euro.
I risultati ottenuti testimoniano la costante attenzione del Corpo al corretto utilizzo delle risorse pubbliche, anche al fine di evitare, come nel caso di specie, che i benefici assistenziali vengano erogati a soggetti privi di titolo, anziché a coloro che ne hanno concretamente bisogno.
Per questo motivo, continuerà ad essere mantenuta alta l’attenzione operativa del Comando Provinciale nel delicato settore della spesa pubblica in generale, riservando, quindi, il dispiegamento di adeguate forze per l’esecuzione di ulteriori controlli su soggetti percettori del reddito di cittadinanza, individuati attraverso l’esecuzione di attente analisi di rischio fondate su mirate e qualificate attività di intelligence nonché su puntuali interrogazioni alle specifiche banche dati in uso al Corpo.
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Cronaca
Mercoledì, 03 Febbraio 2021 13:49
Visso: quotidiani e periodici arrivano. Ora vanno letti!
Dai primi di dicembre, dopo 4 anni di stop “dovuti al sisma”, all' Edicola Emporio di Visso sono ritornati giornali e riviste. A distanza di un paio di mesi, siamo andati a trovare Giuseppe Capocci, titolare dell’emporio delocalizzato, per sapere come stanno andando le vendite. “Le vendite vanno abbastanza bene, anche se sinceramente mi sarei aspettato un po' più di affluenza visto le battaglie che sono state fatte sia da parte dell'Amministrazione Comunale che della Regione ma anche dai cittadini, però vediamo magari ha contribuito anche un po' il lookdown, il freddo, il brutto tempo. Andando avanti possiamo e dobbiamo sicuramente migliorare.” L’attività di Giuseppe prima del terremoto si trovava in centro a Visso, comune turistico per eccellenza. Fare il confronto con “gli anni d’oro” sicuramente non è opportuno ma vogliamo capire di che si parla.
Chiedo a Giuseppe che numeri riusciva a fare durante una giornata d'estate. “I numeri già da maggio con la fioritura cominciavano ad aumentare, parliamo anche di 200 quotidiani venduti per singola testata. Si vendevano anche 300-350 quotidiani al giorno, oltre alle riviste chiaramente.” Adesso siamo in situazioni completamente differenti “Se ne vendono intorno a 20 di quotidiani, le riviste un po' più difficile fare una stima, però penso che intorno alle 50-60 adesso, prendiamola come media.” Comunque il servizio è molto importante, per ottenerlo come dicevi si sono mobilitate le istituzioni, i cittadini. “Sicuramente. Vanno ringraziati sia la regione e anche il comune visto che si è fatto da traino anche per gli altri comuni limitrofi, questo dobbiamo riconoscerlo, nonostante io personalmente ho sempre detto che non dovevamo pagare questo servizio, però questa è una mia idea personale”. E’ da ricordare infatti che la Regione Marche ha disposto un contributo alla società distributrice per garantire la fornitura. L’accordo va oltre un anno. Ci sarà da vedere poi come si proseguirà. Intanto l’invito ai cittadini è quello di acquistare giornali e periodici, non solo per restare informati ma anche per cercare di preservare un diritto alla distribuzione dei quotidiani in zone montane.
La questione della fornitura di beni e servizi ad alta quota, interessa anche i commercianti, che a volte sono alle prese con alcune rimostranze di fornitori che lamentano i lunghi chilometri da percorrere a fronte di vendite scarse, a causa delle poche persone presenti. Insomma la vita in terre considerate “marginali” è difficile, nonostante ci siano leggi che cercano di abbattere il divario e che dovrebbero far sentire gli abitanti delle zone d’Appennino meno isolati. La salubrità, l’alta qualità di vita presente in queste terre, deve andare di pari passo con la garanzia di servizi necessari.
Barbara Olmai
La questione della fornitura di beni e servizi ad alta quota, interessa anche i commercianti, che a volte sono alle prese con alcune rimostranze di fornitori che lamentano i lunghi chilometri da percorrere a fronte di vendite scarse, a causa delle poche persone presenti. Insomma la vita in terre considerate “marginali” è difficile, nonostante ci siano leggi che cercano di abbattere il divario e che dovrebbero far sentire gli abitanti delle zone d’Appennino meno isolati. La salubrità, l’alta qualità di vita presente in queste terre, deve andare di pari passo con la garanzia di servizi necessari.
Barbara Olmai
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Cronaca
Mercoledì, 03 Febbraio 2021 13:21
Crisi di governo, Sciapichetti: "Una partita a poker sulle spalle degli italiani"
Dal discorso di ieri sera del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a cui è seguito l'incontro appena concluso con l'ex presidente della BcE, Mario Draghi che ha accettato l'incarico con riserva, sono scaturiti diversi commenti anche in ambito politico locale.
Da ex assessore regionale e presidente del Circolo Aldo Moro di Macerata, è Angelo Sciapichetti a definire l'attuale situazione politica nazionale la conseguenza di "un gesto irresponsabile che ha un nome e un cognome e che non può essere condiviso. E' una partita a poker fatta sulle spalle degli italiani".
Dura la posizione di Sciapichetti nei confronti del leader di Italia Viva, Matteo Renzi: "Dopo l'apertura di una crisi al buio - dice - , fortunatamente il Presidente della Repubblica ha fatto un appello accorato al Paese e ai partiti e ha preso la scelta più saggia che in questo momento potesse fare. E' chiaro che ne escono sconfitti la politica, i partiti, e soprattutto l'Italia e gli italiani perchè è stato perso più di un mese in una situazione molto difficile".
In merito alla divisione tra chi chiede il voto subito e chi condivide la scelta di un governo di "alto profilo" come definito da Mattarella, Sciapichetti commenta: "Le elezioni sono un bagno di democrazia, ma le sagge parole del Presidente hanno spiegato il motivo per cui ora non sono possibili. Perderemmo 5 mesi in un momento in cui ci sono problemi drammatici da risolvere.
Non possiamo permetterci un governo che faccia l'ordinaria amministrazione e ci porti alle elezioni. Il Paese ha bisogno di un governo forte e stabile e a questo punto la figura di Draghi è la più autorevole possibile".
Una crisi che pesa sulle spalle di tutti gli italiani ma che nelle Marche assume una veste ancora più drammatica: "Nella nostra regione abbiamo una emergenza nell'emergenza - commenta Sciapichetti - . Il problema del sisma dura da quattro anni e non è stato superato.
Per le Marche e per tutte le altre regioni terremotate è bene che ci sia un governo stabile e con punti di riferimenti certi. La crisi di governo non ha aiutato, non facilita, e non va nella direzione di quanto i terremotati chiedono".
Poi la ferma condanna a Matteo Renzi: "In condizioni normali - dice - i temi sostenuti da Renzi vengono affrontati in Consiglio dei Ministri e in un tavolo parallelo che è quello dei segretari dei partiti di maggioranza. Non c'era bisogno di fare la crisi. E' stata voluta al buio, senza avere una via d'uscita nell'ipotesi in cui sarebbe andata male la questione Conte ter. Io ho votato Renzi quando era nel Pd - dice - e ne ho preso le distanze quando mi sono accorto che quello che dicevano in molti era vero: cioè il suo narcisismo che lo porta a fare scelte come quella che abbiamo detto".
Infine la risposta a chi paragona il leader di Italia Viva agli esponenti della CD: "Non ha nulla della scuola, della cultura e della capacità che poteva avere la Democrazia Cristiana. Non può esservi paragone perchè i democristiani avevano la capacità di mediare, di trovare il compromesso, di trovare le soluzioni necessarie nei momenti più difficili e drammatici del Paese. Penso a Moro - conclude - quando ebbe il coraggio di fare il governo di solidarietà nazionale con il PCI nel 1978. Tutta un'altra storia che non va affatto confrontata con Renzi perchè è offensiva per chi non c'è più".
GS
Da ex assessore regionale e presidente del Circolo Aldo Moro di Macerata, è Angelo Sciapichetti a definire l'attuale situazione politica nazionale la conseguenza di "un gesto irresponsabile che ha un nome e un cognome e che non può essere condiviso. E' una partita a poker fatta sulle spalle degli italiani".
Dura la posizione di Sciapichetti nei confronti del leader di Italia Viva, Matteo Renzi: "Dopo l'apertura di una crisi al buio - dice - , fortunatamente il Presidente della Repubblica ha fatto un appello accorato al Paese e ai partiti e ha preso la scelta più saggia che in questo momento potesse fare. E' chiaro che ne escono sconfitti la politica, i partiti, e soprattutto l'Italia e gli italiani perchè è stato perso più di un mese in una situazione molto difficile".
In merito alla divisione tra chi chiede il voto subito e chi condivide la scelta di un governo di "alto profilo" come definito da Mattarella, Sciapichetti commenta: "Le elezioni sono un bagno di democrazia, ma le sagge parole del Presidente hanno spiegato il motivo per cui ora non sono possibili. Perderemmo 5 mesi in un momento in cui ci sono problemi drammatici da risolvere.
Non possiamo permetterci un governo che faccia l'ordinaria amministrazione e ci porti alle elezioni. Il Paese ha bisogno di un governo forte e stabile e a questo punto la figura di Draghi è la più autorevole possibile".
Una crisi che pesa sulle spalle di tutti gli italiani ma che nelle Marche assume una veste ancora più drammatica: "Nella nostra regione abbiamo una emergenza nell'emergenza - commenta Sciapichetti - . Il problema del sisma dura da quattro anni e non è stato superato.
Per le Marche e per tutte le altre regioni terremotate è bene che ci sia un governo stabile e con punti di riferimenti certi. La crisi di governo non ha aiutato, non facilita, e non va nella direzione di quanto i terremotati chiedono".
Poi la ferma condanna a Matteo Renzi: "In condizioni normali - dice - i temi sostenuti da Renzi vengono affrontati in Consiglio dei Ministri e in un tavolo parallelo che è quello dei segretari dei partiti di maggioranza. Non c'era bisogno di fare la crisi. E' stata voluta al buio, senza avere una via d'uscita nell'ipotesi in cui sarebbe andata male la questione Conte ter. Io ho votato Renzi quando era nel Pd - dice - e ne ho preso le distanze quando mi sono accorto che quello che dicevano in molti era vero: cioè il suo narcisismo che lo porta a fare scelte come quella che abbiamo detto".
Infine la risposta a chi paragona il leader di Italia Viva agli esponenti della CD: "Non ha nulla della scuola, della cultura e della capacità che poteva avere la Democrazia Cristiana. Non può esservi paragone perchè i democristiani avevano la capacità di mediare, di trovare il compromesso, di trovare le soluzioni necessarie nei momenti più difficili e drammatici del Paese. Penso a Moro - conclude - quando ebbe il coraggio di fare il governo di solidarietà nazionale con il PCI nel 1978. Tutta un'altra storia che non va affatto confrontata con Renzi perchè è offensiva per chi non c'è più".
GS
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Politica
Mercoledì, 03 Febbraio 2021 11:37
Tolentino, mercoledì l'inaugurazione della sala lettura. Tatò: "Faremo anche spazi all'esterno"
In dirittura di arrivo i lavori di sistemazione definitiva della ex centrale del Ponte del Diavolo di Tolentino che ospiterà una nuova sala lettura.
L'inaugurazione è in programma per mercoledì prossimo, quando si potrà dare il via alle attività di lettura e studio, soprattutto per bambini e ragazzi.
"Un progetto - dice l'assessore alla Cultura Silvia Tatò - che l'amministrazione ha fotemente voluto, spinta dall'esigenza che avevano i ragazzi di Tolentino di avere un luogo dove studiare.
Il terremoto ha reso inagibile la struttura dove era ospitata la Biblioteca Filelfica, che sicuramente è il luogo più idoneo per questo servizio, e purtroppo siamo rimasti con pochissime strutture.
Abbiamo pensato alla ex centrale del Ponte perchè è un luogo incantevole, vicino alle sponde del fiume, molto suggestivo, e dove abbiamo fatto delle opere di sistemazione esterna per poi dedicarci alla riconversione della stanza in una sala lettura.
Dovendo fare una scelta - spiega - ed essendo questo luogo dedicato ai ragazzi, abbiamo trasferito il settore della Bibioteca Filelfica riservato a loro.
Ci saranno i libri che possono essere utilizzati dai bambini e ragazzi fino alla terza media e stiamo cercando di implelemtare con altri testi per gli studenti delle scuole superiori.
Nella sala - aggiunge Silvia Tatò - ci sarà la connesione internet e diversi tablet saranno a disposizione per svolgere eventuali ricerche".
L'inaugurazione è in programma per mercoledì prossimo, quando si potrà dare il via alle attività di lettura e studio, soprattutto per bambini e ragazzi.
"Un progetto - dice l'assessore alla Cultura Silvia Tatò - che l'amministrazione ha fotemente voluto, spinta dall'esigenza che avevano i ragazzi di Tolentino di avere un luogo dove studiare.
Il terremoto ha reso inagibile la struttura dove era ospitata la Biblioteca Filelfica, che sicuramente è il luogo più idoneo per questo servizio, e purtroppo siamo rimasti con pochissime strutture.
Abbiamo pensato alla ex centrale del Ponte perchè è un luogo incantevole, vicino alle sponde del fiume, molto suggestivo, e dove abbiamo fatto delle opere di sistemazione esterna per poi dedicarci alla riconversione della stanza in una sala lettura.
Dovendo fare una scelta - spiega - ed essendo questo luogo dedicato ai ragazzi, abbiamo trasferito il settore della Bibioteca Filelfica riservato a loro.
Ci saranno i libri che possono essere utilizzati dai bambini e ragazzi fino alla terza media e stiamo cercando di implelemtare con altri testi per gli studenti delle scuole superiori.
Nella sala - aggiunge Silvia Tatò - ci sarà la connesione internet e diversi tablet saranno a disposizione per svolgere eventuali ricerche".
Un luogo che, sin dalla sua apertira, dovrà adattarsi alle normative anticontagio: "Ovviamente - dice l'assessore - con il Covid siamo costretti ad avere gli ingressi contingentati e nei prossimi giorni forniremo tutte le informazioni per effettuare eventuali prenotazioni o controllare le presenze.
Si tratta di un progetto che è durato un po' di tempo, ma per noi è importante perchè sarà un luogo in cui, oltre alla sala lettura, saranno presentati libri, ospitati laboratori; un luogo che nasce, quindi, anche per gli adulti.
Io spero che questo sia solo l'inizio - conclude - . Abbiamo infatti intenzione di lavorare affinchè a questa sala lettura si aggiungano panchine e fioriere all'esterno, per permettere di leggere e studiare anche nello splendido scenario che circonda la struttura".
GS
Di seguito le foto degli spazi in allestimento



Si tratta di un progetto che è durato un po' di tempo, ma per noi è importante perchè sarà un luogo in cui, oltre alla sala lettura, saranno presentati libri, ospitati laboratori; un luogo che nasce, quindi, anche per gli adulti.
Io spero che questo sia solo l'inizio - conclude - . Abbiamo infatti intenzione di lavorare affinchè a questa sala lettura si aggiungano panchine e fioriere all'esterno, per permettere di leggere e studiare anche nello splendido scenario che circonda la struttura".
GS
Di seguito le foto degli spazi in allestimento



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Cultura e Spettacolo
Mercoledì, 03 Febbraio 2021 11:17
Viola l'affidamento in prova, arrestato 42enne di Matelica
È stato arrestato ieri pomeriggio, dai carabinieri di Camerino, un 42enne residente a Matelica, a seguito dell’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare.
L’uomo, pregiudicato per delitti inerenti il traffico di sostanze stupefacenti e già condannato ad una pena di anni 7 e 9 mesi, era sottoposto a provvedimento di affidamento in prova con obbligo di permanenza notturna, nella propria abitazione.
Il 42enne era più volte incorso in numerose violazioni delle prescrizioni imposte dal tribunale di sorveglianza di Ancona ed il 30 gennaio scorso era stato sorpreso dai carabinieri in possesso di cocaina e di un coltello a serramanico.
Per questo motivo era stato denunciato in stato di libertà.
L’ufficio di sorveglianza di Macerata, valutati gli atti trasmessi dai carabinieri della compagnia di Camerino, anche alla luce dell’ultimo episodio di cui il pregiudicato si era reso protagonista, ha revocato l’affidamento in prova, disponendo pertanto la custodia cautelare in carcere.
Ieri pomeriggio, l’uomo è rintracciato nella sua abitazione di Matelica ed arrestato.
L’uomo, pregiudicato per delitti inerenti il traffico di sostanze stupefacenti e già condannato ad una pena di anni 7 e 9 mesi, era sottoposto a provvedimento di affidamento in prova con obbligo di permanenza notturna, nella propria abitazione.
Il 42enne era più volte incorso in numerose violazioni delle prescrizioni imposte dal tribunale di sorveglianza di Ancona ed il 30 gennaio scorso era stato sorpreso dai carabinieri in possesso di cocaina e di un coltello a serramanico.
Per questo motivo era stato denunciato in stato di libertà.
L’ufficio di sorveglianza di Macerata, valutati gli atti trasmessi dai carabinieri della compagnia di Camerino, anche alla luce dell’ultimo episodio di cui il pregiudicato si era reso protagonista, ha revocato l’affidamento in prova, disponendo pertanto la custodia cautelare in carcere.
Ieri pomeriggio, l’uomo è rintracciato nella sua abitazione di Matelica ed arrestato.
GS
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Cronaca
Mercoledì, 03 Febbraio 2021 11:02
Prefettura, vertice sulla prima settimana di rientro a scuola
Trasporto pubblico e rientro a scuola.
Sono stati questi i temi al centro dell'incontro che si è svolto ieri, in videoconferenza, tra il prefetto Flavio Ferdani, i Rappresentanti Provinciali e Regionali della Scuola, del Trasporto pubblico locale e ferroviario, i Sindaci dei Comuni di Macerata, Civitanova, Recanati, Corridonia, Matelica, San Genesio, San Severino Marche, Cingoli, ed il rappresentante di Regione Marche.
L'incontro è stato convocato per effettuare un monitoraggio sulla risposta del sistema trasporti nella prima settimana della ripresa dell'attività didattica in presenza del 50% degli studenti frequentanti gli istituti scolastici sopra detti a fronte di una pari capienza dei mezzi pubblici.
"Sono state analizzate - si legge in una nota della prefettura - le strategie e le soluzioni messe in campo per assicurare la capillare diffusione della conoscenza, anche in modalità telematica, da parte degli studenti delle disponibilità dei mezzi pubblici e sulle misure adottate negli scali di maggiore affluenza al fine di evitare assembramenti e garantire il distanziamento fisico.
Anche da parte del Dirigente scolastico provinciale non sono state segnalate particolari criticità ed ha confermato che prosegue l’attività per completare un percorso formativo degli studenti da parte del personale Asur, affinchè gli studenti diventino loro stessi "protagonisti" della cultura della prevenzione per fronteggiare l'emergenza sanitaria.
I Sindaci dei Comuni hanno rappresentato come anche le verifiche “a terra” da parte del personale delle Polizie Locali, degli steward, del volontariato e delle Forze dell’Ordine hanno permesso di evitare pericolosi assembramenti.
Dall’esito dell’incontro - conclude la nota - è emerso che dal punto di vista complessivo il sistema ha retto. Il monitoraggio continuerà anche nei prossimi giorni per riscontrare eventuali problematiche ed individuare gli accorgimenti risolutivi per garantire che il trasporto e l'attività didattica avvenga in condizioni di sicurezza".
GS
Sono stati questi i temi al centro dell'incontro che si è svolto ieri, in videoconferenza, tra il prefetto Flavio Ferdani, i Rappresentanti Provinciali e Regionali della Scuola, del Trasporto pubblico locale e ferroviario, i Sindaci dei Comuni di Macerata, Civitanova, Recanati, Corridonia, Matelica, San Genesio, San Severino Marche, Cingoli, ed il rappresentante di Regione Marche.
L'incontro è stato convocato per effettuare un monitoraggio sulla risposta del sistema trasporti nella prima settimana della ripresa dell'attività didattica in presenza del 50% degli studenti frequentanti gli istituti scolastici sopra detti a fronte di una pari capienza dei mezzi pubblici.
"Sono state analizzate - si legge in una nota della prefettura - le strategie e le soluzioni messe in campo per assicurare la capillare diffusione della conoscenza, anche in modalità telematica, da parte degli studenti delle disponibilità dei mezzi pubblici e sulle misure adottate negli scali di maggiore affluenza al fine di evitare assembramenti e garantire il distanziamento fisico.
Anche da parte del Dirigente scolastico provinciale non sono state segnalate particolari criticità ed ha confermato che prosegue l’attività per completare un percorso formativo degli studenti da parte del personale Asur, affinchè gli studenti diventino loro stessi "protagonisti" della cultura della prevenzione per fronteggiare l'emergenza sanitaria.
I Sindaci dei Comuni hanno rappresentato come anche le verifiche “a terra” da parte del personale delle Polizie Locali, degli steward, del volontariato e delle Forze dell’Ordine hanno permesso di evitare pericolosi assembramenti.
Dall’esito dell’incontro - conclude la nota - è emerso che dal punto di vista complessivo il sistema ha retto. Il monitoraggio continuerà anche nei prossimi giorni per riscontrare eventuali problematiche ed individuare gli accorgimenti risolutivi per garantire che il trasporto e l'attività didattica avvenga in condizioni di sicurezza".
GS
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Cronaca
Mercoledì, 03 Febbraio 2021 10:38
Sarnano, l'aeronautica termina l'incarico alla casa di riposo.Sindaco:"La situazione sta rientrando"
Buone notizie dalla casa di riposo di Sarnano dove oggi termineranno l'incarico i medici militari intervenuti a seguito del focolaio che aveva interessato la struttura.
"L'aeronautica militare era intervenuta con una dottoressa e due infermiere - dice il sindaco Luca Piergentili - . Grandi professioniste che hanno portato avanti con dedizione questo lavoro e l'organizzazione della struttura.
Ad oggi registriamo 5 positivi, ma eravamo arrivati ad averne più di 20.
Essendo la situazione in via di risoluzione, da oggi l'esercito lascerà la nostra casa di riposo per dedicarsi a situazioni più complicate.
Io ringrazio le tre professioniste e chi ha portato avanti con forza di volontà e professionalità questa attività: l'aeronautica militare, l'Asur, il personale del Comune e della Pars che lavorano sulla stuttura quotidianamente.
Ci auguriamo - conclude - di poter annunciare presto una casa di riposo covid free".
GS

"L'aeronautica militare era intervenuta con una dottoressa e due infermiere - dice il sindaco Luca Piergentili - . Grandi professioniste che hanno portato avanti con dedizione questo lavoro e l'organizzazione della struttura.
Ad oggi registriamo 5 positivi, ma eravamo arrivati ad averne più di 20.
Essendo la situazione in via di risoluzione, da oggi l'esercito lascerà la nostra casa di riposo per dedicarsi a situazioni più complicate.
Io ringrazio le tre professioniste e chi ha portato avanti con forza di volontà e professionalità questa attività: l'aeronautica militare, l'Asur, il personale del Comune e della Pars che lavorano sulla stuttura quotidianamente.
Ci auguriamo - conclude - di poter annunciare presto una casa di riposo covid free".
GS

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Cronaca
Mercoledì, 03 Febbraio 2021 10:11
Nonna Peppina commendatore, Scaficchia: "Esempio di chi resta, ma servono i servizi"
La nomina di Commendatore della Repubblica a Giuseppa Fattori, la 98enne di Fiastra che tutti conoscono come nonna Peppina, anche per il decreto nato in suo nome, è il riconoscimento della voglia di restare nella terra natìa che caratterizza tutti coloro che, come lei, non hanno concesso al terremoto di portar via i ricordi e l'amore per la montagna.
"Queste terre sono abitate da tante altre 'nonne Peppina'. Gente che decide di restare ma a cui ora vanno garantiti i servizi".
Con queste parole il sindaco di Fiastra, Sauro Scaficchia, non si fa scappare l'occasione per puntare anche lui l'accento sul depauperamento dell'ospedale di Camerino, punto di riferimento sanitario di tutto l'entroterra, e sulla necessità di mantenere tutti i servizi necessari.
"Il riconoscimento conferito alla nostra nonna Peppina - dice il sindaco - è in rappresentanza di tutto il territorio; la riconoscenza di quello che significa davvero essere resilienti, essere attaccanti ad un territorio, alle proprie radici.
Il mio ringraziamento deve unirsi a quello delle altre amministrazioni che devono riconoscere in nonna Peppina molti loro concittadini.
Ringraziamo il presidente Sergio Mattarella ed il prefetto Flavio Ferdani che hanno portato avanti insieme a noi questo percorso, ma ringraziamo anche tutti coloro che dovrebbero essere commendatori come la nostra Giuseppa Fattori.
Lei - spiega - ha portato avanti una battaglia importante, ma non vorrei focalizzarmi solo su di lei perchè di persone così ce ne sono tante.
Ora per tutelare queste persone la battaglia dobbiamo farla noi, continuando a ribadire che non ci vengano tolti i servizi".
Si concentra sull'ospedale di Camerino il primo cittadino di Fiastra: "L'ospedale non è di Camerino - dice - ma del territorio montano e tutti noi dobbiamo essere in prima fila per rivendicare che l'ospedale funzioni. Se vogliamo che tutte le 'nonne Peppina' restino in questi territori dobbiamo dare i sevizi".
GS
"Queste terre sono abitate da tante altre 'nonne Peppina'. Gente che decide di restare ma a cui ora vanno garantiti i servizi".
Con queste parole il sindaco di Fiastra, Sauro Scaficchia, non si fa scappare l'occasione per puntare anche lui l'accento sul depauperamento dell'ospedale di Camerino, punto di riferimento sanitario di tutto l'entroterra, e sulla necessità di mantenere tutti i servizi necessari.
"Il riconoscimento conferito alla nostra nonna Peppina - dice il sindaco - è in rappresentanza di tutto il territorio; la riconoscenza di quello che significa davvero essere resilienti, essere attaccanti ad un territorio, alle proprie radici.
Il mio ringraziamento deve unirsi a quello delle altre amministrazioni che devono riconoscere in nonna Peppina molti loro concittadini.
Ringraziamo il presidente Sergio Mattarella ed il prefetto Flavio Ferdani che hanno portato avanti insieme a noi questo percorso, ma ringraziamo anche tutti coloro che dovrebbero essere commendatori come la nostra Giuseppa Fattori.
Lei - spiega - ha portato avanti una battaglia importante, ma non vorrei focalizzarmi solo su di lei perchè di persone così ce ne sono tante.
Ora per tutelare queste persone la battaglia dobbiamo farla noi, continuando a ribadire che non ci vengano tolti i servizi".
Si concentra sull'ospedale di Camerino il primo cittadino di Fiastra: "L'ospedale non è di Camerino - dice - ma del territorio montano e tutti noi dobbiamo essere in prima fila per rivendicare che l'ospedale funzioni. Se vogliamo che tutte le 'nonne Peppina' restino in questi territori dobbiamo dare i sevizi".
GS
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Cronaca
Martedì, 02 Febbraio 2021 17:31
Salvare l'ospedale di Camerino. La voce dei cittadini
Sale anche tra i cittadini la preoccupazione dopo il grido d'allarme lanciato dal sindaco Sandro Sborgia sul rischio che corre l'ospedale di Camerino. Grave la situazione del reparto di ortopedia dove col trasferimento di un medico resterebbe una sola professionalità al lavoro. Intanto i cittadini hanno accesso la discussione sui social ed è da qui che il camerte Angiolo Napolioni ha deciso di far sentire la sua voce per non lasciare nulla di intentato a favore del mantenimento di una struttura sanitaria che è a servizio dell'intera montagna. In particolare, sulla risoluzione delle varie problematiche legate al presidio sanitario, viene richiesta maggiore attenzione da parte dei rappresentanti politici locali che attualmente siedono in Regione.
"Il problema è serio - afferma Angiolo Napolioni - Non possiamo restare indifferenti. Questa struttura fondamentale insiste su un angolo delle Marche che purtroppo è da sempre dimenticato. Ma il presidio ospedaliero è prioritario e prioritario deve essere il suo mantenimento rispetto a qualsiasi altra iniziativa relativa sia alla ricostruzione sia al ripristino di attività precedenti quali ad esempio il tribunale o altri progetti fantasmagorici come le carceri. Io penso che con una popolazione nel territorio di 7- 8 mila abitanti la cui età media è superiore ai 65 annin un presidio ospedaliero come quello di Camerino sia fondamentale per la tutela e la salvaguardia della salute di tutta la cittadinanza e dell'intera comunità dell'entroterra.
In questa particolare situazione - continua Angiolo Napolioni- utilizzarlo o sotto-utilizzarlo per il covid-19 oppure magari per altre estranee finalità che non sono ancora a nostra conoscenza, mi sembra sbagliato. Abito a due passi dall'ospedale e vedo che tutte le notti passano eliambulanze. Voli notturni d'addestramento dicono , ma che danno a pensare che fra poco, mi si passi la battuta, anche per un' unghia incarnita corriamo il rischio di essere portati all'ospedale di Ancona o Macerata e, questo io non riesco a tollerarlo. Anche perchè essendo le competenze della sanità tutte regionali, i nostri neo-eletti rappresentanti regionali, nelle persone degli ex sindaci di Camerino Gianluca Pasqui, attuale consigliere e Vice presidente del Consiglio regionale e Renzo Marinelli, debbono fornirci dei chiarimenti- prosegue il camerte-.Debbono farci conoscere quali siano le intenzioni chiare della Regione riguardo al presidio ospedaliero di Camerino. Credo che davvero non possano esimersi dal darci una risposta esauriente ed esaustiva".
Un accorato appello che sembra stia già sortendo degli effetti e focalizzando l'attenzione di altri camerinesi decisi a sostenere questa ennesima battaglia nell'interesse di un territorio.
"Non credo molto nei comitati ma è certo che non possiamo restare inermi e invece cercare di fare tutto il possibile per salvaguardare il nostro diritto alla salute e preservare una stuttura eccellente - aggiunge Napolioni-. La mia opinione è che quando sono tanti galli a cantare non si fa mai giorno ma, a monte di tutto, c'è sicuramente la necessità di sensibilizzare l'opinione pubblica sul fatto che l'ospedale di Camerino corre grossi rischi. Siamo riusciti a salvarlo dopo il terremoto del 1997 ma adesso ci ritroviamo nella stessa e identica, se non peggiore, situazione. Oltre al terremoto che è tornato a colpirci, questa volta c'è anche il Covid che per noi è significato occupare il 60% delle struttura ospedaliera con pazienti covid portati da altri comuni, pazienti che tra l'altro potrebbero essere comodamente collocati a Civitanova nella mega-struttura appositamente creata o in altre strutture sanitarie. Portarli qui per impedire alla cittadinanza e alla popolazione locale di usufruire di servizi fondamentali mi sembra davvero assurdo. Quindi ripeto, vorrei dei chiarimenti esaustivi dai nostri rappresentanti regionali, anche perché il territorio montano è molto vasto e i comuni coinvolti sono numerosi. Credo che la questione debba coinvolgere anche i sindaci dei piccoli comuni della Montagna che, tranne qualche caso, non sembra siano molto interessati ad un problema che, come ho già detto, è assolutamente prioritario".
Non molla la presa il sindaco Sandro Sborgia che più volte è tornato a gridare l'urgenza di ristabilire la funzionalità dell'ospedale, nell'interesse di tutto l'entroterra, sottolineando la necessità di una forte coesione da parte di tutti.
" I problemi sono quelli che tutti sapete- afferma il primo cittadino Sandro Sborgia -. Abbiamo un reparto di ortopedia che sta per perdere una sua unità e dunque non sarà più in grado di adempiere a tutte le funzioni alle quali ha adempiuto fino a qualche mese fa, prima della nuova riconversione di quello che hanno chiamato, un reparto dell'ospedale. Di fatto invece l'ospedale è sostanzialmente svuotato di tutte le professionalità e in particolar modo della Rianimazione che non consente di poter adempiere alle funzioni che un normale ospedale deve assolvere. Poi c'è il trasferimento del medico dell'ortopedia che di fatto comporterà l'impossibilità di lavorare e la chiusura di quel reparto, a meno che non si intervenga con delle misure che al momento non sembrano assolutamente nei pensieri di chi gestisce sia la direzione regionale che la direzione provinciale della sanità.
Questo preoccupa - continua Sborgia- perché sono delle professionalità che non si trovano dietro l'angolo; già è difficile reperirle in situazione di normalità, ma noi invece ce le facciamo scappare. Io credo che questo sia un danno gravissimo che noi dobbiamo assolutamente evitare ed è per questo motivo che stiamo cercando in qualche modo di alzare la voce proprio perché non si può permettere che nel silenzio più assoluto e più assordante si dia luogo alla chiusura del reparto di ortopedia dell'ospedale Camerino".
Alla nota polemica del circolo di Forza Italia di Camerino che punta il dito anche sulla poca attenzione che l'amministrazione avrebbe dedicato all'ospedale di Camerino, il sindaco Sborgia risponde che non è questo il tempo di litigare.
"Francamente credo che occorre occuparsi dei problemi che abbiamo, anzichè seguire le sciocchezze che vengono dette. Tutta la cittadinanza sa benissimo che cosa abbiamo fatto come amministrazione, quanto ci siamo impegnati per l'ospedale e come l'abbiamo trovato al nostro insediamento. I problemi dell'ospedale sono nati da parecchio tempo- prosegue il sindaco-. Non sono problemi sorti in questo momento; sono cause che hanno origini lontane. Porto ad esempio la chiusura della Unità di Terapia Intensiva Coronarica, avvenuta nel dicembre 2017 nel silenzio più assordante. Nessuno ne sapeva nulla. Ma posso fare riferimento anche al fatto che a maggio del 2019 la Cardiologia era senza quattro unità di personale con tutte le problematiche legate al funzionamento H12 e tutti gli sforzi fatti da noi per far sì che arrivassero altri cardiologi. Per non parlare delle criticità della Radiologia. Per spiegare cosa abbiamo trovato, ricordo che nessuno si era mai curato addirittura di sistemare la porta d'ingresso all'ospedale che non si apriva. Dunque, stiamo parlando del nulla. Ora io capisco che queste cose danno fastidio e che quando c'è qualcuno che se ne interessa, capisco che questo possa creare imbarazzo. Immagino l’imbarazzo di chi non è stato in grado assolutamente di dare risposte quando c'era bisogno e non è in grado di dare risposte soprattutto in questo momento così difficlie. Io invece penso che non è questo il tempo delle polemiche. Non è il tempo dei bisticci. Qui c' è una città che sta vivendo una grave difficoltà dovuta al terremoto, dovuta alla ricostruzione e dovuta anche al fatto che rischiamo di perdere un servizio fondamentale per la collettività- Non è il momento delle polemiche- rimarca Sborgia-. Questo è il momento dell'unità, del richiamo all'interesse della cittadinanza. E' il momento di far sentire uniti la nostra voce. Io credo che tutte queste sciocchezze contribuiscano solo ad indebolirci.
Mi auguro che il buon senso prevalga, che finalmente si mettano da parte queste inutili e sterili polemiche, per fare l'interesse di tutta la collettività. La realtà è sotto gli occhi di tutti e tutti la conoscevano, per cui non c'è neppure bisogno di rispondere.
La situazione che viviamo richiede veramente di essere più uniti che mai perché l'ospedale è di tutti, è della città, della comunità e di tutta l'aria interna della montagna- conclude Sandro Sborgia- E dobbiamo tutti fare in modo che il nostro ospedale sia preservato, che continui ad esercitare quella attività fondamentale che ha svolto fino a prima di questa pandemia e che , anche nella pandemia, deve poter assicurare le cure a chi è meno avvantaggiato o a chi si trova nei posti più disagiati. Questo è un impegno di tutti noi e dobbiamo assolutamente fare in modo che questa struttura continui a vivere”.
C.C.
"Il problema è serio - afferma Angiolo Napolioni - Non possiamo restare indifferenti. Questa struttura fondamentale insiste su un angolo delle Marche che purtroppo è da sempre dimenticato. Ma il presidio ospedaliero è prioritario e prioritario deve essere il suo mantenimento rispetto a qualsiasi altra iniziativa relativa sia alla ricostruzione sia al ripristino di attività precedenti quali ad esempio il tribunale o altri progetti fantasmagorici come le carceri. Io penso che con una popolazione nel territorio di 7- 8 mila abitanti la cui età media è superiore ai 65 annin un presidio ospedaliero come quello di Camerino sia fondamentale per la tutela e la salvaguardia della salute di tutta la cittadinanza e dell'intera comunità dell'entroterra.
In questa particolare situazione - continua Angiolo Napolioni- utilizzarlo o sotto-utilizzarlo per il covid-19 oppure magari per altre estranee finalità che non sono ancora a nostra conoscenza, mi sembra sbagliato. Abito a due passi dall'ospedale e vedo che tutte le notti passano eliambulanze. Voli notturni d'addestramento dicono , ma che danno a pensare che fra poco, mi si passi la battuta, anche per un' unghia incarnita corriamo il rischio di essere portati all'ospedale di Ancona o Macerata e, questo io non riesco a tollerarlo. Anche perchè essendo le competenze della sanità tutte regionali, i nostri neo-eletti rappresentanti regionali, nelle persone degli ex sindaci di Camerino Gianluca Pasqui, attuale consigliere e Vice presidente del Consiglio regionale e Renzo Marinelli, debbono fornirci dei chiarimenti- prosegue il camerte-.Debbono farci conoscere quali siano le intenzioni chiare della Regione riguardo al presidio ospedaliero di Camerino. Credo che davvero non possano esimersi dal darci una risposta esauriente ed esaustiva".
Un accorato appello che sembra stia già sortendo degli effetti e focalizzando l'attenzione di altri camerinesi decisi a sostenere questa ennesima battaglia nell'interesse di un territorio.
"Non credo molto nei comitati ma è certo che non possiamo restare inermi e invece cercare di fare tutto il possibile per salvaguardare il nostro diritto alla salute e preservare una stuttura eccellente - aggiunge Napolioni-. La mia opinione è che quando sono tanti galli a cantare non si fa mai giorno ma, a monte di tutto, c'è sicuramente la necessità di sensibilizzare l'opinione pubblica sul fatto che l'ospedale di Camerino corre grossi rischi. Siamo riusciti a salvarlo dopo il terremoto del 1997 ma adesso ci ritroviamo nella stessa e identica, se non peggiore, situazione. Oltre al terremoto che è tornato a colpirci, questa volta c'è anche il Covid che per noi è significato occupare il 60% delle struttura ospedaliera con pazienti covid portati da altri comuni, pazienti che tra l'altro potrebbero essere comodamente collocati a Civitanova nella mega-struttura appositamente creata o in altre strutture sanitarie. Portarli qui per impedire alla cittadinanza e alla popolazione locale di usufruire di servizi fondamentali mi sembra davvero assurdo. Quindi ripeto, vorrei dei chiarimenti esaustivi dai nostri rappresentanti regionali, anche perché il territorio montano è molto vasto e i comuni coinvolti sono numerosi. Credo che la questione debba coinvolgere anche i sindaci dei piccoli comuni della Montagna che, tranne qualche caso, non sembra siano molto interessati ad un problema che, come ho già detto, è assolutamente prioritario".
Non molla la presa il sindaco Sandro Sborgia che più volte è tornato a gridare l'urgenza di ristabilire la funzionalità dell'ospedale, nell'interesse di tutto l'entroterra, sottolineando la necessità di una forte coesione da parte di tutti.
" I problemi sono quelli che tutti sapete- afferma il primo cittadino Sandro Sborgia -. Abbiamo un reparto di ortopedia che sta per perdere una sua unità e dunque non sarà più in grado di adempiere a tutte le funzioni alle quali ha adempiuto fino a qualche mese fa, prima della nuova riconversione di quello che hanno chiamato, un reparto dell'ospedale. Di fatto invece l'ospedale è sostanzialmente svuotato di tutte le professionalità e in particolar modo della Rianimazione che non consente di poter adempiere alle funzioni che un normale ospedale deve assolvere. Poi c'è il trasferimento del medico dell'ortopedia che di fatto comporterà l'impossibilità di lavorare e la chiusura di quel reparto, a meno che non si intervenga con delle misure che al momento non sembrano assolutamente nei pensieri di chi gestisce sia la direzione regionale che la direzione provinciale della sanità.
Questo preoccupa - continua Sborgia- perché sono delle professionalità che non si trovano dietro l'angolo; già è difficile reperirle in situazione di normalità, ma noi invece ce le facciamo scappare. Io credo che questo sia un danno gravissimo che noi dobbiamo assolutamente evitare ed è per questo motivo che stiamo cercando in qualche modo di alzare la voce proprio perché non si può permettere che nel silenzio più assoluto e più assordante si dia luogo alla chiusura del reparto di ortopedia dell'ospedale Camerino".
Alla nota polemica del circolo di Forza Italia di Camerino che punta il dito anche sulla poca attenzione che l'amministrazione avrebbe dedicato all'ospedale di Camerino, il sindaco Sborgia risponde che non è questo il tempo di litigare.
"Francamente credo che occorre occuparsi dei problemi che abbiamo, anzichè seguire le sciocchezze che vengono dette. Tutta la cittadinanza sa benissimo che cosa abbiamo fatto come amministrazione, quanto ci siamo impegnati per l'ospedale e come l'abbiamo trovato al nostro insediamento. I problemi dell'ospedale sono nati da parecchio tempo- prosegue il sindaco-. Non sono problemi sorti in questo momento; sono cause che hanno origini lontane. Porto ad esempio la chiusura della Unità di Terapia Intensiva Coronarica, avvenuta nel dicembre 2017 nel silenzio più assordante. Nessuno ne sapeva nulla. Ma posso fare riferimento anche al fatto che a maggio del 2019 la Cardiologia era senza quattro unità di personale con tutte le problematiche legate al funzionamento H12 e tutti gli sforzi fatti da noi per far sì che arrivassero altri cardiologi. Per non parlare delle criticità della Radiologia. Per spiegare cosa abbiamo trovato, ricordo che nessuno si era mai curato addirittura di sistemare la porta d'ingresso all'ospedale che non si apriva. Dunque, stiamo parlando del nulla. Ora io capisco che queste cose danno fastidio e che quando c'è qualcuno che se ne interessa, capisco che questo possa creare imbarazzo. Immagino l’imbarazzo di chi non è stato in grado assolutamente di dare risposte quando c'era bisogno e non è in grado di dare risposte soprattutto in questo momento così difficlie. Io invece penso che non è questo il tempo delle polemiche. Non è il tempo dei bisticci. Qui c' è una città che sta vivendo una grave difficoltà dovuta al terremoto, dovuta alla ricostruzione e dovuta anche al fatto che rischiamo di perdere un servizio fondamentale per la collettività- Non è il momento delle polemiche- rimarca Sborgia-. Questo è il momento dell'unità, del richiamo all'interesse della cittadinanza. E' il momento di far sentire uniti la nostra voce. Io credo che tutte queste sciocchezze contribuiscano solo ad indebolirci.
Mi auguro che il buon senso prevalga, che finalmente si mettano da parte queste inutili e sterili polemiche, per fare l'interesse di tutta la collettività. La realtà è sotto gli occhi di tutti e tutti la conoscevano, per cui non c'è neppure bisogno di rispondere.
La situazione che viviamo richiede veramente di essere più uniti che mai perché l'ospedale è di tutti, è della città, della comunità e di tutta l'aria interna della montagna- conclude Sandro Sborgia- E dobbiamo tutti fare in modo che il nostro ospedale sia preservato, che continui ad esercitare quella attività fondamentale che ha svolto fino a prima di questa pandemia e che , anche nella pandemia, deve poter assicurare le cure a chi è meno avvantaggiato o a chi si trova nei posti più disagiati. Questo è un impegno di tutti noi e dobbiamo assolutamente fare in modo che questa struttura continui a vivere”.
C.C.
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Cronaca
Martedì, 02 Febbraio 2021 16:28
“Lavoro&Dignità”. Progetto della Caritas Fabriano-Matelica
Difronte alla crisi economica e sociale che stiamo attraversando, come dice Papa Francesco “Ritorniamo a sognare”. Certamente “La strada verso un futuro migliore” è lunga ed è fatta di piccoli ed importanti passi. Va in questa direzione il progetto “Lavoro e Dignità”, promosso e sostenuto da S.E. Francesco Massara, Arcivescovo di Camerino-San Severino Marche e Vescovo di Fabriano-Matelica.
Ne abbiamo parlato con Don Marco Strona, direttore della Caritas Fabriano-Matelica che sta portando avanti il progetto. “Grazie anche al contributo dei fondi 8 per mille della Chiesa Cattolica, erogati tramite la Caritas italiana, cerchiamo di presentare un progetto chiaro, il cui obiettivo è di finanziare 20 tirocini lavorativi nelle aziende, con la speranza di un'assunzione. Noi pagheremo di fatto i sei mesi di tirocinio e di stipendio alla persona che va a lavorare, l’azienda non pagherà nulla. Il progetto è rivolto sia ai giovani che agli adulti. Abbiamo deciso di finanziare 14 borse rivolte al mondo giovanile e 6 a quello adulto. Ovviamente è un segno, cerchiamo di dare una risposta nel piccolo come chiesa.”
Ne abbiamo parlato con Don Marco Strona, direttore della Caritas Fabriano-Matelica che sta portando avanti il progetto. “Grazie anche al contributo dei fondi 8 per mille della Chiesa Cattolica, erogati tramite la Caritas italiana, cerchiamo di presentare un progetto chiaro, il cui obiettivo è di finanziare 20 tirocini lavorativi nelle aziende, con la speranza di un'assunzione. Noi pagheremo di fatto i sei mesi di tirocinio e di stipendio alla persona che va a lavorare, l’azienda non pagherà nulla. Il progetto è rivolto sia ai giovani che agli adulti. Abbiamo deciso di finanziare 14 borse rivolte al mondo giovanile e 6 a quello adulto. Ovviamente è un segno, cerchiamo di dare una risposta nel piccolo come chiesa.”
Il progetto è rivolto alle persone disoccupate e inoccupate residenti nel territorio della diocesi di Fabriano-Matelica. Una particolare attenzione sarà data a coloro che vivono in condizione di vulnerabilità e disagio socio economico. “Questo mese di febbraio-prosegue Don Strona- è un tempo per la raccolta delle domande, dei curricula, dopodiché inizieremo a dialogare con le aziende e poi una volta fatta la prima cernita, inizieremo con le aziende i vari progetti, per poi vedere quando possono iniziare i tirocini.” Per maggiori informazioni si può chiamare la Caritas al numero 0732 22429, oppure scrivere all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o visitare la pagina Facebook “Caritas Fabriano Matelica”. Ricordiamo che le candidature sono aperte fino al prossimo 28 febbraio.
Barbara Olmai
Barbara Olmai
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Diocesi
